Split payment prorogato al 2029: aggiornare il gestionale
Split payment 2026: cosa cambia con la proroga e perché il gestionale va aggiornato subito
Se fatturi alla Pubblica Amministrazione, lo sai già: con lo split payment l'IVA la versa l'ente, non tu. Quello che forse non sai è che il meccanismo non si è fermato il 1° luglio 2026 come previsto. La Commissione UE ha approvato la proroga dello split payment fino al 30 giugno 2029, e l'Italia sta procedendo a recepirla. Chi ha un gestionale configurato male — o peggio, chi pensava di non doverci più pensare — rischia di sbagliare ogni fattura PA emessa da qui in avanti. Il tema split payment 2026 gestionale aggiornamento riguarda migliaia di PMI italiane che lavorano con enti pubblici, società partecipate e quotate FTSE MIB.
Questo articolo spiega cosa è successo, cosa controllare nel tuo gestionale e come evitare errori che si pagano in note di credito, tempi morti e contestazioni.
La proroga split payment: i fatti
Lo split payment (scissione dei pagamenti, art. 17-ter DPR 633/72) era in scadenza al 30 giugno 2026. Molte PMI si stavano preparando al ritorno alla fatturazione ordinaria con la PA. Poi è arrivata la decisione UE.
Come riporta ANCE Reggio Calabria, la Commissione Europea ha autorizzato l'Italia a prorogare il meccanismo di scissione dei pagamenti. La direzione è quella di un'estensione fino al 30 giugno 2029, con il recepimento nazionale che seguirà nei prossimi passaggi legislativi.
In pratica: nulla cambia dal punto di vista operativo. Chi fatturava in split payment prima del 1° luglio 2026 continua a farlo. Chi aveva già modificato il gestionale per tornare alla modalità ordinaria deve tornare indietro.
Chi è soggetto a split payment: gli elenchi MEF
Non tutti gli enti pubblici e le società rientrano nello split payment. Il perimetro è definito dagli elenchi pubblicati dal MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) sul sito del Dipartimento delle Finanze.
Secondo quanto riportato da Commercialista.it, gli elenchi si dividono in diverse categorie:
- Pubbliche Amministrazioni inserite nell'IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni)
- Società controllate da enti pubblici centrali e locali
- Società quotate nell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana
- Altri soggetti individuati con specifici provvedimenti
Gli elenchi vengono aggiornati periodicamente. Il MEF pubblica sia l'elenco valido per l'anno in corso sia le variazioni. Questo significa che un cliente che oggi è in elenco potrebbe uscirne domani, e viceversa.
Il problema concreto: molte PMI controllano l'elenco una volta e poi non ci pensano più. Ma se il tuo gestionale non tiene traccia di queste variazioni, rischi di emettere fatture con il regime IVA sbagliato.
Un esempio tipico
Hai un contratto di manutenzione con una società partecipata dal Comune. Nel 2025 era in elenco MEF, quindi fatturavi in split payment. A inizio 2026 la società cambia assetto societario e esce dall'elenco. Tu continui a fatturare in split payment perché nessuno ha aggiornato l'anagrafica cliente nel gestionale. Risultato: l'IVA non viene versata né da te (pensavi lo facesse l'ente) né dall'ente (non è più tenuto). L'Agenzia delle Entrate bussa.
Lo scenario opposto è altrettanto pericoloso: un nuovo ente entra in elenco, tu fatturi in regime ordinario, l'ente ti contesta la fattura e chiede la riemissione.
Cosa controllare nel gestionale: la checklist operativa
Ecco i punti da verificare nel tuo software di contabilità. Non servono competenze tecniche avanzate, ma serve metodo.
1. Flag split payment nell'anagrafica clienti
Ogni cliente PA o società soggetta a split payment deve avere un flag dedicato nell'anagrafica. Se il tuo gestionale non ha questo campo, è un problema strutturale. Il flag deve poter essere attivato e disattivato per singolo cliente, non come impostazione globale.
Cosa fare adesso: scorri la lista dei tuoi clienti PA e verifica che il flag sia coerente con l'ultimo elenco MEF pubblicato. Se hai più di una decina di clienti PA, fallo con un export e un confronto incrociato, non a mano uno per uno.
2. Configurazione aliquota IVA e codice natura
In fattura elettronica, lo split payment si indica con il codice "S" nel campo "Esigibilità IVA". L'IVA va esposta in fattura (non è un'operazione esente), ma il totale da pagare per il cliente è il solo imponibile.
Controlla che il gestionale:
- Esponga l'IVA in fattura ma la escluda dal totale da incassare
- Inserisca il codice esigibilità "S" nel tracciato XML
- Gestisca correttamente il registro IVA vendite (l'IVA split non concorre alla liquidazione periodica)
Se il gestionale genera un XML sbagliato, lo SDI potrebbe accettare comunque la fattura ma l'ente la rifiuterà. E tu ti ritrovi con un incasso bloccato.
3. Gestione della liquidazione IVA
L'IVA delle fatture in split payment non va versata dal fornitore. Il gestionale deve escluderla automaticamente dal calcolo della liquidazione periodica (mensile o trimestrale). Se non lo fa, versi IVA che non hai incassato e che non devi versare. Poi devi chiedere il rimborso o compensare. Tempo perso, liquidità bruciata.
4. Import automatico degli elenchi MEF
Questo è il punto che separa un gestionale che ti aiuta da uno che ti lascia solo. Un sistema ben progettato dovrebbe poter importare periodicamente gli elenchi MEF e aggiornare in automatico i flag sulle anagrafiche clienti. Non tutti i gestionali lo fanno. Se il tuo non lo fa, hai due strade: aggiornamento manuale (rischioso) o un software su misura che automatizzi il controllo.
5. Alert e controlli in fase di emissione
Il momento critico è quando l'operatore emette la fattura. Il gestionale dovrebbe mostrare un avviso chiaro se il cliente è soggetto a split payment e la fattura non ha il flag attivo — o viceversa. Un controllo bloccante è meglio di un avviso ignorabile.
Il caso delle società quotate FTSE MIB
Lo split payment non riguarda solo la PA in senso stretto. Come riporta Commercialista.it, anche le società quotate nell'indice FTSE MIB rientrano nel perimetro. Questo significa che se sei un fornitore di una grande azienda quotata — ad esempio nel manifatturiero, nei servizi o nella logistica — potresti dover applicare lo split payment senza nemmeno saperlo.
L'elenco delle società quotate cambia con la composizione dell'indice. Una società che entra nel FTSE MIB diventa soggetta a split payment; una che esce, no. Il tuo gestionale deve riflettere questi cambiamenti.
Se lavori nel settore manifatturiero o nella logistica e hai clienti di grandi dimensioni, vale la pena verificare subito.
Errori frequenti e come evitarli
Dalla nostra esperienza con PMI che fatturano alla PA, gli errori più comuni sono sempre gli stessi.
| Errore | Conseguenza | Soluzione nel gestionale |
|---|---|---|
| Flag split payment non aggiornato dopo variazione elenco MEF | Fattura errata, nota di credito, riemissione | Import periodico elenchi + alert su variazioni |
| IVA split inclusa nella liquidazione periodica | Versamento IVA non dovuto, richiesta rimborso | Esclusione automatica IVA split dalla liquidazione |
| Codice esigibilità errato nel tracciato XML | Rifiuto fattura da parte dell'ente | Validazione XML pre-invio con controllo campo esigibilità |
| Fattura in regime ordinario a ente in elenco MEF | Contestazione, blocco pagamento | Controllo bloccante in fase di emissione |
| Rimozione split payment dal gestionale credendo nella scadenza al 1° luglio 2026 | Tutte le fatture PA emesse dopo la proroga sono errate | Ripristino immediato del flag su tutti i clienti PA |
Chi aveva già disattivato lo split payment nel gestionale, anticipando la scadenza del 30 giugno 2026, deve intervenire subito. Ogni fattura PA emessa senza split payment dopo la proroga è potenzialmente errata.
Come un gestionale AI-native gestisce lo split payment
Un gestionale tradizionale ti chiede di fare tutto a mano: controllare gli elenchi, aggiornare le anagrafiche, verificare i codici in fattura. Un gestionale moderno, costruito con logiche intelligenti, può fare gran parte di questo lavoro in automatico.
Cosa cambia in pratica:
- Monitoraggio elenchi MEF: il sistema controlla periodicamente la pubblicazione di nuovi elenchi e segnala le variazioni che impattano i tuoi clienti
- Aggiornamento anagrafica: il flag split payment viene proposto in automatico quando un cliente entra o esce dall'elenco, con approvazione dell'operatore
- Validazione pre-invio: prima di inviare la fattura allo SDI, il sistema verifica la coerenza tra anagrafica cliente, regime IVA e tracciato XML
- Esclusione dalla liquidazione: l'IVA split viene gestita in un registro separato senza intervento manuale
Questo approccio elimina la dipendenza dalla memoria dell'operatore. In una PMI dove chi fa le fatture si occupa anche di altro, è la differenza tra un errore scoperto in tempo e uno scoperto dall'Agenzia delle Entrate.
Se il tema dell'adeguamento fiscale del gestionale ti interessa, abbiamo scritto anche di come prepararsi al Testo Unico IVA e di come evitare contestazioni sull'incrocio POS e corrispettivi SDI.
I passaggi da fare questa settimana
Non servono progetti lunghi. Serve agire adesso, prima che le fatture sbagliate si accumulino.
- Verifica lo stato del tuo gestionale: il flag split payment è ancora attivo? Se lo avevi disattivato, riattivalo.
- Scarica l'ultimo elenco MEF dal sito del Dipartimento delle Finanze e confrontalo con la tua anagrafica clienti.
- Controlla le fatture emesse dal 1° luglio 2026: se ne hai emesse senza split payment a clienti in elenco, prepara le note di credito.
- Parla con chi gestisce il tuo software: chiedi se è previsto l'import automatico degli elenchi MEF e la validazione pre-invio.
- Pianifica un controllo periodico: ogni volta che il MEF aggiorna gli elenchi (almeno una volta l'anno), ripeti il confronto.
Se stai anche valutando come finanziare l'adeguamento del gestionale, può essere utile leggere il nostro approfondimento sul voucher digitalizzazione PMI 2026. Per chi lavora anche sul fronte della compliance fiscale più ampia, c'è la guida sull'adempimento collaborativo e i requisiti del TCF.
Oltre la proroga: prepararsi al prossimo giro
La proroga al 2029 non è definitiva. Come spiega Fiscomania, si tratta di una deroga che l'Italia deve chiedere e ottenere dalla Commissione UE. Potrebbe essere rinnovata ancora, oppure no. Nel frattempo, il meccanismo potrebbe subire modifiche nei dettagli operativi.
La lezione è semplice: il gestionale deve essere flessibile. Deve poter attivare e disattivare regimi fiscali senza richiedere interventi strutturali ogni volta che cambia una norma. Se ogni modifica normativa richiede settimane di sviluppo e costi imprevisti, il problema non è la norma — è il software.
Se stai pensando a come rendere il tuo gestionale più adattabile ai cambiamenti normativi — che si tratti di split payment, nuovi obblighi IVA o tracciabilità fiscale — puoi verificare in 90 secondi se la tua idea è realizzabile, con tempi e range di budget, su Fattibile?. È gratuito e non chiede email. Oppure scrivici direttamente.
Domande frequenti
Cos'è cambiato con la proroga dello split payment al 2029?
La Commissione UE ha autorizzato l'Italia a mantenere lo split payment oltre il 1° luglio 2026, con direzione 30 giugno 2029. Le regole operative restano invariate: il fornitore espone l'IVA in fattura, ma è l'ente a versarla all'Erario. Chi aveva già modificato il gestionale per tornare al regime ordinario deve ripristinare la configurazione split.
Come verifico se il mio cliente rientra nello split payment?
Consulta gli elenchi pubblicati dal MEF sul sito del Dipartimento delle Finanze. Cerca per codice fiscale o denominazione. Gli elenchi coprono PA, società controllate, società quotate FTSE MIB e altri soggetti. Vengono aggiornati periodicamente: controlla le variazioni, non solo l'elenco base.
Cosa succede se emetto una fattura senza split payment a un ente che ne ha diritto?
L'ente rifiuterà la fattura o la contesterà. Dovrai emettere nota di credito e riemettere con il regime corretto. Nel frattempo l'incasso resta bloccato. Se hai già versato l'IVA in liquidazione periodica, dovrai chiedere rimborso o compensare. Tempo e liquidità persi.
Il gestionale deve aggiornarsi automaticamente con gli elenchi MEF?
Non c'è un obbligo di legge, ma è la scelta più sicura. Un gestionale che importa periodicamente gli elenchi MEF e aggiorna i flag in anagrafica riduce quasi a zero il rischio di errore. L'alternativa è il controllo manuale, che funziona solo se qualcuno se ne ricorda ogni volta.
Posso usare il voucher digitalizzazione 2026 per aggiornare il gestionale?
Dipende dal bando specifico attivo. Molti voucher digitalizzazione coprono l'adeguamento di software gestionali e contabili. Verifica i requisiti sul nostro approfondimento dedicato e sul sito del MIMIT per i bandi nazionali, o sul portale della tua Regione per quelli territoriali.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di intelligenza artificiale dalla redazione Snoda, con verifica dei contenuti e delle fonti citate (trasparenza ai sensi del Reg. UE 2024/1689 — AI Act).